Per leggere la busta paga si parte dalla retribuzione lorda, si tolgono i contributi a carico del lavoratore e poi l'IRPF ridotta dalle detrazioni: quello che resta è il netto.
Il cedolino sembra complicato perché elenca decine di voci, ma il percorso dal lordo al netto è sempre lo stesso. Questa guida spiega le parti della busta paga, i contributi INPS, il calcolo dell'IRPF con le aliquote in vigore nel 2026, le detrazioni e le addizionali, e le altre trattenute da controllare, con qualche conto da fare a mente.
Le parti della busta paga
Ogni cedolino ha più o meno la stessa struttura, anche se la grafica cambia da un'azienda all'altra:
- l'intestazione, con i dati dell'azienda, i tuoi dati, il livello, il contratto collettivo applicato e il periodo di paga;
- le competenze, cioè tutto quello che ti spetta: paga base, contingenza, scatti di anzianità, straordinari, indennità;
- le trattenute, previdenziali e fiscali;
- il netto in busta, la cifra che ricevi sul conto;
- i riepiloghi, con ferie e permessi maturati e goduti e il trattamento di fine rapporto accantonato.
Come per la bolletta della luce, conviene leggerla voce per voce, partendo dai totali.
Dal lordo al netto in quattro passaggi
Il percorso è sempre questo:
- Retribuzione lorda: la somma delle competenze del mese.
- Meno i contributi a carico del lavoratore: il risultato è l'imponibile fiscale.
- Meno l'IRPF netta: l'imposta calcolata sull'imponibile con le aliquote per scaglioni, ridotta dalle detrazioni, più le addizionali regionale e comunale.
- Più o meno le altre voci: rimborsi, trattenute sindacali, rate di prestiti, conguagli. Il risultato è il netto in busta.
Il secondo passaggio viene prima dell'IRPF perché, come spiega l'Agenzia delle Entrate, i contributi previdenziali e assistenziali sono oneri deducibili: riducono il reddito su cui si calcola l'imposta.
Un esempio con cifre ipotetiche: lordo mensile di 2.000 euro e contributi a carico del lavoratore di 180 euro. L'imponibile del mese è 1.820 euro; su base annua, 1.820 × 12 = 21.840 euro, tutto nel primo scaglione, quindi un'IRPF lorda di 21.840 × 23% = 5.023,20 euro, circa 418,60 euro al mese prima delle detrazioni. Il netto finale dipende poi dalle detrazioni e dalle addizionali.
Nelle offerte di lavoro si parla spesso di RAL, la retribuzione annua lorda. Per confrontare due offerte conviene sempre stimare il netto, perché contributi e IRPF non crescono in proporzione semplice con il lordo.
I contributi INPS a carico del lavoratore
Una parte dei contributi per la pensione è pagata dal datore di lavoro e non compare tra le tue trattenute; un'altra parte è a tuo carico e viene trattenuta in busta. La percentuale dipende dal settore e dal contratto ed è indicata sul cedolino.
La circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026 aggiorna i valori dell'anno. Per esempio, c'è un contributo aggiuntivo dell'1% a carico del lavoratore sulla parte di retribuzione che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile, fissata per il 2026 in 56.224 euro l'anno, cioè 4.685 euro al mese; si applica quando l'aliquota a carico del lavoratore è inferiore al 10%. La stessa circolare fissa il massimale annuo della base contributiva a 122.295 euro, che riguarda chi è iscritto dal 1996 o ha scelto il sistema contributivo: oltre quella cifra la retribuzione non entra più nella base su cui si calcolano i contributi pensionistici.
Per controllare questa parte del cedolino, verifica che la percentuale applicata sia sempre la stessa da un mese all'altro e che la base di calcolo corrisponda al lordo del mese. Uno scostamento improvviso, senza straordinari o voci nuove, merita una domanda all'ufficio paghe.
L'IRPEF in busta paga: aliquote 2026
L'Agenzia delle Entrate spiega che l'imposta lorda si calcola applicando le aliquote per scaglioni al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili. La legge di Bilancio 2026 ha ridotto la seconda aliquota dal 35 al 33%.
| Reddito imponibile | Aliquota | Imposta sui redditi compresi nello scaglione |
|---|---|---|
| fino a 28.000 euro | 23% | 23% sull'intero importo |
| da 28.001 a 50.000 euro | 33% | 6.440 euro + 33% sulla parte oltre 28.000 |
| oltre 50.000 euro | 43% | 13.700 euro + 43% sulla parte oltre 50.000 |
Ogni aliquota vale solo per la parte di reddito che cade nel suo scaglione. Su un imponibile di 35.000 euro l'imposta lorda è 6.440 + 7.000 × 33%, cioè 6.440 + 2.310 = 8.750 euro: la parte sotto i 28.000 euro resta al 23%.
| Imponibile annuo | Calcolo | IRPF lorda |
|---|---|---|
| 20.000 euro | 20.000 × 23% | 4.600 euro |
| 28.000 euro | 28.000 × 23% | 6.440 euro |
| 35.000 euro | 6.440 + 7.000 × 33% | 8.750 euro |
| 50.000 euro | 6.440 + 22.000 × 33% | 13.700 euro |
| 60.000 euro | 13.700 + 10.000 × 43% | 18.000 euro |
Le detrazioni e le addizionali
L'IRPF lorda non è quella che paghi davvero. L'Agenzia delle Entrate ricorda che l'imposta dovuta si ottiene sottraendo dall'imposta lorda le detrazioni previste: quelle per il tipo di reddito, come il lavoro dipendente, quelle per il coniuge e i familiari a carico e quelle per alcune spese. Le detrazioni spettano fino all'ammontare dell'imposta e non danno diritto a rimborsi oltre questa cifra.
Le detrazioni dipendono dal tipo di reddito e dalla situazione familiare, per questo due colleghi con lo stesso lordo possono avere un'IRPF netta diversa. In busta compaiono spesso come righe a parte, accanto all'IRPF lorda.
All'IRPF si aggiungono le addizionali regionale e comunale, con aliquote che cambiano a seconda di dove vivi: per questo la stessa busta paga dà un netto diverso a Milano o a Napoli.
Altre trattenute in busta paga da controllare
Oltre a contributi e IRPF, sul cedolino possono comparire altre righe:
- la trattenuta sindacale, se sei iscritto a un sindacato;
- le rate della cessione del quinto o di un prestito;
- il conguaglio di fine anno o di fine rapporto, che può aumentare o ridurre il netto di un mese;
- i contributi a un fondo pensione complementare, se hai aderito.
Se in un mese il netto è molto diverso dal solito, cerca prima un conguaglio o una voce una tantum: è la causa più frequente. Prima di firmare un prestito da rimborsare in busta, confronta il costo reale con il TAEG, come spieghiamo nella guida su TAN e TAEG.
Come controllare i conti a mente
Per un controllo veloce bastano le percentuali. Se il lordo del mese è 2.000 euro e la trattenuta previdenziale è indicata sul cedolino, toglila per trovare l'imponibile; poi verifica che l'IRPF lorda annua corrisponda agli scaglioni, moltiplicando l'imponibile mensile per 12.
Un esempio: con un imponibile annuo di 24.000 euro, tutto nel primo scaglione, l'IRPF lorda è il 23%, cioè 5.520 euro, 460 euro al mese prima delle detrazioni. Se la riga dell'IRPF lorda è molto lontana da questa cifra, chiedi spiegazioni all'ufficio paghe.
Calcolare il 23% o il 33% di una cifra è più facile con qualche trucco sulle percentuali, come quelli della guida per calcolare sconti e IVA a mente. Kalc allena tabelline, frazioni, percentuali e algebra in circa dieci minuti al giorno.
Domande frequenti
Come si passa dal lordo al netto in busta paga?
Dal lordo si tolgono i contributi a carico del lavoratore, poi l'IRPF ridotta dalle detrazioni e le addizionali; infine si aggiungono o tolgono le altre voci, come rimborsi e trattenute.
Quali sono le aliquote IRPF nel 2026?
23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro, secondo l'Agenzia delle Entrate; la legge di Bilancio 2026 ha ridotto la seconda aliquota dal 35 al 33%.
Perché i contributi si tolgono prima dell'IRPF?
Perché i contributi previdenziali e assistenziali sono oneri deducibili: riducono il reddito su cui si calcola l'imposta.
Che cos'è il contributo aggiuntivo dell'1% in busta paga?
È un contributo a carico del lavoratore sulla retribuzione che supera la prima fascia pensionabile, 56.224 euro annui nel 2026 secondo la circolare INPS n. 6, quando l'aliquota a suo carico è inferiore al 10%.
Quando le detrazioni riducono l'IRPF in busta paga?
Ogni mese: l'imposta lorda calcolata con le aliquote viene ridotta dalle detrazioni per lavoro dipendente e per i familiari a carico, fino all'ammontare dell'imposta.
Allena il calcolo mentale con Kalc
Dieci minuti al giorno, adattati al tuo livello, con la ripetizione dilazionata che ti ripropone ciò che sbagli.
